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LUGO MUSICA ESTATE

La rassegna “Lugo Musica Estate”, promossa dalla Fondazione Teatro Rossini di Lugo in collaborazione con Jazz Network, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, e col contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, giunge quest’anno alla sua XXIX Edizione. Nell’arco di tre serate al Chiostro del Monte, i concerti ospiteranno duetti di grandi interpreti italiani, con proposte che, unite dal comun denominatore dell’improvvisazione, spaziano dal jazz alle musiche del mediterraneo, al “nuevo tango” argentino.
L’inaugurazione, giovedì 7 luglio, vedrà in scena un duo (di recente costituzione ma già di grande affiatamento) formato dal trombettista Fabrizio Bosso e dal fisarmonicista Luciano Biondini: la loro personale estetica, densa di pathos, attinge sia al mondo del jazz che alle fragranze mediterranee.
Trombettista tecnicamente impeccabile, Fabrizio Bosso si è presto avvicinato al jazz con una propria voce originale. Ha collaborato con grandi quali George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman, Charlie Haden… Gli ultimi anni lo segnalano come uno dei più celebrati musicisti italiani: nel 2007 il suo esordio da leader per la Blue Note, You’ve Changed, realizzato con il suo quartetto e un’orchestra d’archi diretta da Paolo Silvestri; poi la partecipazione a Trouble Shootin’, di Stefano Di Battista. Nel 2008, oltre a Five Four Fun degli High Five, pubblica Sol! col Latin Mood diretto assieme a Javier Girotto. È dello stesso anno il funambolico duo con Antonello Salis per la Parco della Musica Records, Stunt, che gli è valso la vittoria nel referendum Top Jazz come trombettista dell’anno. Nel 2009 partecipa al progetto About a Silent Way di Martux_m con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, pubblicato prima in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Davis e poi per la casa discografica Itinera. È parte del quartetto Complete Communion di Aldo Romano, con Henri Texier e Géraldine Laurent, progetto dedicato a Don Cherry ideato dal festival Crossroads. I quattro hanno registrato nel 2010 un album live per Musica Jazz e uno in studio per Dreyfus.
Luciano Biondini, nato a Spoleto nel 1971, inizia a studiare la fisarmonica all’età di 10 anni. Dopo una formazione orientata verso studi classici con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali (Trophée Mondial de l’Accordéon, Premio Internazionale di Castelfidardo, Premio Luciano Fancelli, Premio Internazionale di Recanati, ecc.), si avvicina al jazz nel 1994 dopo aver conosciuto il chitarrista Walter Ferrero. Oltre ad aver partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche, ha tenuto concerti in vari Paesi europei e preso parte a numerosi festival. Fra le sue collaborazioni spiccano i nomi di Tony Scott, Enrico Rava, Mike Turk, Ares Tavolazzi, Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Roberto Ottaviano, Javier Girotto, Maarten van der Grinten, Martin Classen, Enzo Pietropaoli.
Giovedì 14 luglio, a salire sul palco sarà un duo fresco e lirico di enfant prodige, entrambi di origine siciliana: il sassofonista Francesco Cafiso e il pianista-trombettista Dino Rubino. I due suonano assieme in varie formazioni dal 2007: la loro intensa collaborazione li porta a realizzare alcuni dischi in quartetto (Portrait In Black And White, Venus 2008, e A New Trip, Philology 2009, con Giovanni Mazzarino e Nello Toscano; 4out, Abeat 2010, con Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli), per poi approdare all’incisione in duo del bellissimo Travel Dialogues (Jazzy Record 2010); è già in cantiere un nuovo cd in uscita per la Verve.
Francesco Cafiso, classe 1989, è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz: già a nove anni muove i primi passi con musicisti di fama internazionale. Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel 2002, con Wynton Marsalis, che, colpito dalle sue qualità, lo porta con sé nello European tour del 2003. Da allora, Francesco ha suonato nei festival jazz più importanti del mondo e ha vinto i premi più prestigiosi. Nel 2005 Swing Journal, l’autorevole pubblicazione giapponese di jazz, gli ha conferito il New Star Award, e subito dopo si è affermato nel Top Jazz della rivista italiana Musica Jazz come miglior nuovo talento dell’anno. Ha suonato con grandi maestri come Hank Jones, Cedar Walton, Dave Brubeck, Mulgrew Miller, Ronnie Mathews, Jimmy Cobb, Ben Riley, Ray Drummond, Reggie Johnson, Lewis Nash, James Williams, Joe Lovano, George Mraz, Joe Locke, Adam Nussbaum, Enrico Rava, Gianni Basso, Dado Moroni, Franco D’Andrea, Franco Cerri e altri. Il 19 gennaio del 2009 ha suonato a Washington D.C. durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Jr. Day. Nel 2009, Umbria Jazz lo ha nominato “ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo”.
Dino Rubino, nato nel 1980, è un altro impressionante talento del jazz italiano che al pianoforte (in cui è diplomato) alterna la tromba: fu nel 1994 durante un concerto del grande trombettista Tom Harrell che ne rimase affascinato e decise di dedicarsi allo studio di questo strumento e al jazz. Nel 1996 frequenta i seminari di Siena Jazz tenuti da Paolo Fresu ed Enrico Rava, che lo ritiene uno dei più dotati giovani musicisti nel panorama nazionale. Nel 1998 è il miglior talento emergente nel concorso “Massimo Urbani”. Vanta prestigiose collaborazioni, anche internazionali, tra cui Bob Mintzer, Paolo Fresu, Adam Nussbaum, Gianni Basso, Pietro Tonolo, Flavio Boltro, Salvatore Bonafede, Enzo Zirilli…
L’ultimo appuntamento di “Lugo Musica Estate 2011”, lunedì 18 luglio, presenta “Escenas Argentinas”: il duo strumentale formato dal sassofonista italo-argentino Javier Girotto e dal pianista e bandoneonista Gianni Iorio ruota attorno a un repertorio di composizioni proprie e altrui, ma tutte ispirate al seducente linguaggio della musica sudamericana, ai profumi del tango in tutte le sue evoluzioni e contaminazioni. Ne nasce una sorta di tango elaborato, dal carattere forte e impetuoso, avvolto da un suono sensuale e ricco di lirismo, in cui confluiscono elementi legati alla tradizione tanghèra, al folklore e al jazz. Girotto e Iorio hanno inciso due dischi in duo: El Cacerolazo, nel 2002, per la Philology, e Terra Madre nel 2005 per la Enja.
Nato a Cordoba, Javier Girotto qui forma i primi gruppi di ispirazione folk e jazzistica, frequentando anche il Conservatorio. Con una borsa di studio del Berklee College di Boston si diploma approfondendo composizione e arrangiamento jazz. Giunto in Italia nel 1995, suona da allora con gruppi di musica latina e jazz. Collabora anche a progetti teatrali, con Ivano Marescotti, Lella Costa, Arnoldo Foà, Leo Gullotta, Salman Rushdie, Giuliana De Sio, David Riondino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea e altri. Musicista dalla creatività instancabile, la sua frenetica attività include gruppi a proprio nome e numerose collaborazioni. Tra i gruppi: Tercer Mundo, insieme a Horacio “El Negro” Hernandez, Six Sax, con Rosario Giuliani (il primo cd Homenaje nel 1995 ospita Bob Mintzer e Randy Brecker), Aires Tango, Cordoba Reunion, il duo con Daniele di Bonaventura, quello con il pianista argentino Natalio Mangalavite divenuto poi trio con la voce di Peppe Servillo, Latin Mood, co-diretto con Fabrizio Bosso. Tra le collaborazioni: Enrico Rava, Roberto Gatto, Gianluca Petrella, Rita Marcotulli, l’Orchestre National de Jazz, la Concertgebouw Jazz Orchestra, la WDR big band per un progetto “Jazz tango” con Gary Burton e Marcelo Nisinman… Con l’Atem Saxophone Quartet ha elaborato un repertorio originale per quartetto di sassofoni (disco Suix per l’etichetta Parco della Musica di Roma). Nel 2011 fonda una propria etichetta discografica, la “JG Records”, inaugurandola con Alrededores de la Ausencia. Ha collaborato inoltre con Danilo Perez, Antonello Salis, Kenny Wheeler, Ralph Towner, Ed Simon, Avishai Cohen, Paolo Fresu, George Garzone, Tony Scott, Bob Moses, Danilo Rea, Aldo Romano, Luis Agudo, Stefano Battaglia, Louis Sclavis, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi, Paolo Damiani, Dado Moroni, Nada, Stefano Bollani, Avion Travel, Andy Sheppard e altri.
Nato nel 1972 a Foggia, dove si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la menzione d’onore, Gianni Iorio ha vinto numerosi concorsi pianistici e di musica da camera e ha tenuto concerti presso importanti associazioni musicali in Italia e in Europa. Ha poi iniziato l’attività di bandoneonista nei jazz club e festival jazz più prestigiosi d’Europa. Nel 1999 fonda il gruppo Nuevo Tango Ensamble con cui registra tre cd. Collabora con artisti di fama internazionale quali Gustavo Toker, Alfredo Marcucci, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco, Gianluca Renzi, Michele Rabbia, con il più grande poeta di tango vivente Horacio Ferrer (paroliere prediletto di Astor Piazzolla), con l’attore Michele Placido e con il Premio Oscar Luis Bacalov. Inoltre ha suonato con prestigiose orchestre sinfoniche, tra cui la Mitteleuropea del Friuli, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Massimo di Palermo, la Tito Schipa di Lecce, la Magna Grecia di Taranto, la Verdi di Milano, la Roma Sinfonietta, sotto la direzione di illustri direttori come Luis Bacalov, José Maria Sciutto e Marzio Conti. È direttore e primo bandoneonista della Grande Orquestra Tipica de Tango di Alfredo Marcucci.

La rassegna “Lugo Musica Estate”, promossa dalla Fondazione Teatro Rossini di Lugo in collaborazione con Jazz Network, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, e col contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, giunge quest’anno alla sua XXIX Edizione. Nell’arco di tre serate al Chiostro del Monte, i concerti ospiteranno duetti di grandi interpreti italiani, con proposte che, unite dal comun denominatore dell’improvvisazione, spaziano dal jazz alle musiche del mediterraneo, al “nuevo tango” argentino.
L’inaugurazione, giovedì 7 luglio, vedrà in scena un duo (di recente costituzione ma già di grande affiatamento) formato dal trombettista Fabrizio Bosso e dal fisarmonicista Luciano Biondini: la loro personale estetica, densa di pathos, attinge sia al mondo del jazz che alle fragranze mediterranee.Trombettista tecnicamente impeccabile, Fabrizio Bosso si è presto avvicinato al jazz con una propria voce originale. Ha collaborato con grandi quali George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman, Charlie Haden… Gli ultimi anni lo segnalano come uno dei più celebrati musicisti italiani: nel 2007 il suo esordio da leader per la Blue Note, You’ve Changed, realizzato con il suo quartetto e un’orchestra d’archi diretta da Paolo Silvestri; poi la partecipazione a Trouble Shootin’, di Stefano Di Battista. Nel 2008, oltre a Five Four Fun degli High Five, pubblica Sol! col Latin Mood diretto assieme a Javier Girotto. È dello stesso anno il funambolico duo con Antonello Salis per la Parco della Musica Records, Stunt, che gli è valso la vittoria nel referendum Top Jazz come trombettista dell’anno. Nel 2009 partecipa al progetto About a Silent Way di Martux_m con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, pubblicato prima in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Davis e poi per la casa discografica Itinera. È parte del quartetto Complete Communion di Aldo Romano, con Henri Texier e Géraldine Laurent, progetto dedicato a Don Cherry ideato dal festival Crossroads. I quattro hanno registrato nel 2010 un album live per Musica Jazz e uno in studio per Dreyfus. Luciano Biondini, nato a Spoleto nel 1971, inizia a studiare la fisarmonica all’età di 10 anni. Dopo una formazione orientata verso studi classici con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali (Trophée Mondial de l’Accordéon, Premio Internazionale di Castelfidardo, Premio Luciano Fancelli, Premio Internazionale di Recanati, ecc.), si avvicina al jazz nel 1994 dopo aver conosciuto il chitarrista Walter Ferrero. Oltre ad aver partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche, ha tenuto concerti in vari Paesi europei e preso parte a numerosi festival. Fra le sue collaborazioni spiccano i nomi di Tony Scott, Enrico Rava, Mike Turk, Ares Tavolazzi, Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Roberto Ottaviano, Javier Girotto, Maarten van der Grinten, Martin Classen, Enzo Pietropaoli.
Giovedì 14 luglio, a salire sul palco sarà un duo fresco e lirico di enfant prodige, entrambi di origine siciliana: il sassofonista Francesco Cafiso e il pianista-trombettista Dino Rubino. I due suonano assieme in varie formazioni dal 2007: la loro intensa collaborazione li porta a realizzare alcuni dischi in quartetto (Portrait In Black And White, Venus 2008, e A New Trip, Philology 2009, con Giovanni Mazzarino e Nello Toscano; 4out, Abeat 2010, con Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli), per poi approdare all’incisione in duo del bellissimo Travel Dialogues (Jazzy Record 2010); è già in cantiere un nuovo cd in uscita per la Verve.Francesco Cafiso, classe 1989, è uno dei talenti più precoci nella storia del jazz: già a nove anni muove i primi passi con musicisti di fama internazionale. Decisivo per la sua carriera è l’incontro, nel 2002, con Wynton Marsalis, che, colpito dalle sue qualità, lo porta con sé nello European tour del 2003. Da allora, Francesco ha suonato nei festival jazz più importanti del mondo e ha vinto i premi più prestigiosi. Nel 2005 Swing Journal, l’autorevole pubblicazione giapponese di jazz, gli ha conferito il New Star Award, e subito dopo si è affermato nel Top Jazz della rivista italiana Musica Jazz come miglior nuovo talento dell’anno. Ha suonato con grandi maestri come Hank Jones, Cedar Walton, Dave Brubeck, Mulgrew Miller, Ronnie Mathews, Jimmy Cobb, Ben Riley, Ray Drummond, Reggie Johnson, Lewis Nash, James Williams, Joe Lovano, George Mraz, Joe Locke, Adam Nussbaum, Enrico Rava, Gianni Basso, Dado Moroni, Franco D’Andrea, Franco Cerri e altri. Il 19 gennaio del 2009 ha suonato a Washington D.C. durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Jr. Day. Nel 2009, Umbria Jazz lo ha nominato “ambasciatore della musica jazz italiana nel mondo”.Dino Rubino, nato nel 1980, è un altro impressionante talento del jazz italiano che al pianoforte (in cui è diplomato) alterna la tromba: fu nel 1994 durante un concerto del grande trombettista Tom Harrell che ne rimase affascinato e decise di dedicarsi allo studio di questo strumento e al jazz. Nel 1996 frequenta i seminari di Siena Jazz tenuti da Paolo Fresu ed Enrico Rava, che lo ritiene uno dei più dotati giovani musicisti nel panorama nazionale. Nel 1998 è il miglior talento emergente nel concorso “Massimo Urbani”. Vanta prestigiose collaborazioni, anche internazionali, tra cui Bob Mintzer, Paolo Fresu, Adam Nussbaum, Gianni Basso, Pietro Tonolo, Flavio Boltro, Salvatore Bonafede, Enzo Zirilli…
L’ultimo appuntamento di “Lugo Musica Estate 2011”, lunedì 18 luglio, presenta “Escenas Argentinas”: il duo strumentale formato dal sassofonista italo-argentino Javier Girotto e dal pianista e bandoneonista Gianni Iorio ruota attorno a un repertorio di composizioni proprie e altrui, ma tutte ispirate al seducente linguaggio della musica sudamericana, ai profumi del tango in tutte le sue evoluzioni e contaminazioni. Ne nasce una sorta di tango elaborato, dal carattere forte e impetuoso, avvolto da un suono sensuale e ricco di lirismo, in cui confluiscono elementi legati alla tradizione tanghèra, al folklore e al jazz. Girotto e Iorio hanno inciso due dischi in duo: El Cacerolazo, nel 2002, per la Philology, e Terra Madre nel 2005 per la Enja.Nato a Cordoba, Javier Girotto qui forma i primi gruppi di ispirazione folk e jazzistica, frequentando anche il Conservatorio. Con una borsa di studio del Berklee College di Boston si diploma approfondendo composizione e arrangiamento jazz. Giunto in Italia nel 1995, suona da allora con gruppi di musica latina e jazz. Collabora anche a progetti teatrali, con Ivano Marescotti, Lella Costa, Arnoldo Foà, Leo Gullotta, Salman Rushdie, Giuliana De Sio, David Riondino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea e altri. Musicista dalla creatività instancabile, la sua frenetica attività include gruppi a proprio nome e numerose collaborazioni. Tra i gruppi: Tercer Mundo, insieme a Horacio “El Negro” Hernandez, Six Sax, con Rosario Giuliani (il primo cd Homenaje nel 1995 ospita Bob Mintzer e Randy Brecker), Aires Tango, Cordoba Reunion, il duo con Daniele di Bonaventura, quello con il pianista argentino Natalio Mangalavite divenuto poi trio con la voce di Peppe Servillo, Latin Mood, co-diretto con Fabrizio Bosso. Tra le collaborazioni: Enrico Rava, Roberto Gatto, Gianluca Petrella, Rita Marcotulli, l’Orchestre National de Jazz, la Concertgebouw Jazz Orchestra, la WDR big band per un progetto “Jazz tango” con Gary Burton e Marcelo Nisinman… Con l’Atem Saxophone Quartet ha elaborato un repertorio originale per quartetto di sassofoni (disco Suix per l’etichetta Parco della Musica di Roma). Nel 2011 fonda una propria etichetta discografica, la “JG Records”, inaugurandola con Alrededores de la Ausencia. Ha collaborato inoltre con Danilo Perez, Antonello Salis, Kenny Wheeler, Ralph Towner, Ed Simon, Avishai Cohen, Paolo Fresu, George Garzone, Tony Scott, Bob Moses, Danilo Rea, Aldo Romano, Luis Agudo, Stefano Battaglia, Louis Sclavis, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi, Paolo Damiani, Dado Moroni, Nada, Stefano Bollani, Avion Travel, Andy Sheppard e altri.Nato nel 1972 a Foggia, dove si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la menzione d’onore, Gianni Iorio ha vinto numerosi concorsi pianistici e di musica da camera e ha tenuto concerti presso importanti associazioni musicali in Italia e in Europa. Ha poi iniziato l’attività di bandoneonista nei jazz club e festival jazz più prestigiosi d’Europa. Nel 1999 fonda il gruppo Nuevo Tango Ensamble con cui registra tre cd. Collabora con artisti di fama internazionale quali Gustavo Toker, Alfredo Marcucci, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco, Gianluca Renzi, Michele Rabbia, con il più grande poeta di tango vivente Horacio Ferrer (paroliere prediletto di Astor Piazzolla), con l’attore Michele Placido e con il Premio Oscar Luis Bacalov. Inoltre ha suonato con prestigiose orchestre sinfoniche, tra cui la Mitteleuropea del Friuli, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Massimo di Palermo, la Tito Schipa di Lecce, la Magna Grecia di Taranto, la Verdi di Milano, la Roma Sinfonietta, sotto la direzione di illustri direttori come Luis Bacalov, José Maria Sciutto e Marzio Conti. È direttore e primo bandoneonista della Grande Orquestra Tipica de Tango di Alfredo Marcucci.

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