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Doppio appuntamento alla Casa del Jazz di Roma sabato 6 giugno

Sabato 6 giugno, l’etichetta discografica Alfamusic presenta due concerti: in apertura Ettore Fioravanti che presenterà “Traditori”, a seguire il Fabrizio Mocata Quartet presenterà il cd “Letter from Manhattan”.

Ettore Fioravanti “Traditori”
“Noi musicisti siamo traditori per vocazione, abbiamo in testa certe musiche (nel caso di questo disco
certamente il jazz ma anche i Beatles, il Medioevo, le canzoni popolari, le danze, le donne, gli amori, le notti, ecc.) ma poi le travisiamo, siamo naturalmente portati a sporcare l’originale con la macchia del nostro vagheggiare ricercante. Se questo è un tradimento, come dice il Prof. Larotonda, è anche automaticamente (e dolorosamente) un’onta, ma poi ci accorgiamo (e il Professore ci conforta) che è insieme positività e paradossale rispetto della tradizione, proprio perchè viene tradita. Alla fine noi tradiamo noi stessi, ed è una spirale infinita che ci rende vitali.” Ettore Fioravanti

Fabrizio Mocata “Letter from Manhattan”
Chi dice che i più giovani non abbiano a mente la migliore tradizione jazzistica, mente anche a sè stesso. Basta darsi un’occhiata in giro e spolverare le orecchie dalle frasi fatte e dai déjà écouté che si possono incontrare per strada. Fabrizio Mocata appartiene a un novero probabilmente ristretto, e stretto nella morsa del volere andare avanti a tutti i costi quando non si ha nulla da dire. Il pianista siculo, invece, ha le idee ben chiare, perché alla sua agilità e al suo talento sulla tastiera unisce un particolare gusto per l’armonia, tutto italico. Il suo recente passato è fatto di classica e jazz: ben fusi dalla sua abilità nel far coincidere perfettamente i due linguaggi. Poi, o forse prima, c’è il tango, la musica argentina declinata nella sua terra natia, dove il Nostro è di casa. Questo background, in apparenza, non s’acconcia a questo lavoro. Appunto: solo in apparenza, visto che se è vero che Letter From Manhattan suona quel sano jazz che prende i muscoli e i sensi, è altresì vero che s’intrufolano sotto le sue coperte tante altre musiche, tanti altri linguaggi opportunamente oleati, smussati che pigmentano ogni singolo brano di questo album.

info su www.casajazz.it

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