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NOVARA JAZZ 2009: si chiude un’edizione unica tra musica, arti e sperimentazioni

domenica-7-giugno-bennink-ottaviano-a-villa-picchettaSi è appena conclusa la sesta edizione di Novara Jazz: un grande festival internazionale che crescendo negli anni ha confermato la propria vocazione verso la ricerca di progetti inediti, sonorità nuove e traiettorie originali. Anche quest’anno un insieme straordinario di musicisti si è trovato a confrontarsi un pubblico di appassionati  entusiasta e sempre presente, in un’atmosfera irripetibile: giusto quindi passare in rassegna queste due intense settimane di festival.

Giovedì 28 Maggio il festival si è aperto con il ritorno in Italia dello storico Rova Saxophone Quartet, un punto fermo della storia del jazz che ha stupito presentandosi sul palco di Novara con un incredibile e instancabile slancio artistico e creativo, e avvolgendo gli spettatori presenti a questa inaugurazione con scritture di suoni assolutamente uniche.

Ancora protagonista il Rova Saxophone Quartet il giorno seguente in quella che è stata una performance unica di sintesi tra le arti: da un’idea dell’artista Massimo Bartolini, a cura di Marco Tagliafierro, Novara Jazz ha messo in scena nel cortile di Palazzo Bellini le improvvisazioni del quartetto sui suoni, trasmessi via radio, di un Gong installato appositamente sulla torre dell’auditorium Cantelli e della batteria di Tiziano Tononi che suonava solitario su una vicina torre dello stesso auditorium.

La sera di Venerdì 29 è stata quindi la volta dell’incontro tra Trilok Gurtu e Fabrizio Ottaviucci: la serata è stata aperta da un set di piano solo, e davanti alla platea di un auditorium completamente esaurito Ottaviucci è stato quindi affiancato dal leggendario percussionista indiano in un incontro inedito e imprevedibile tra mondi e musiche che ha mostrato un’intesa unica e profonda. Il pubblico, completamente immerso nei suoni della serata, è stato quindi letteralmente travolto dalla performance della Trilok Gurtu Band, che ha portato a Novara un elegante mix di jazz, fusion e world music.

sabato-30-maggio-piazza-duomoGrande appuntamento in Piazza della Repubblica per Sabato 30: nel cuore della città, per l’occasione letteralmente invaso dal pubblico, sono saliti sul palco del festival i Chicago Stompers ad aprire la serata con ritmi swing (e un look impeccabile) importati direttamente dagli anni venti per far ballare Novara Jazz.

Protagonisti quindi gli incredibili tredici olandesi della Bik Bent Braam, unici nell’unire ricerca e improvvisazione, avanguardia e storia del jazz in uno spettacolo che ha incantato la città con improvvisazioni fulminanti e un’intesa unica.

Domenica Novara Jazz si è spostato fuori città, al Castello di Briona e nella piazza di Trecate: tra Jazz Brunch e Aperitivi in Jazz il progetto Artist’s Dream Musical Project ha messo in scena un tributo a Miles Davis in occasione dei cinquant’anni di Kind of Blue.

La settimana è stata quindi chiusa in serata all’Auditorium Cantelli con il sestetto della Christian Wallumrød Ensemble che ha presentato in esclusiva il nuovo lavoro in via di registrazione con la casa discografica ECM: atmosfere e suoni unici, nuove direzioni e un ricercatissimo minimalismo nordico per un pubblico ancora una volta numeroso e completamente rapito da questi suoni.

La seconda settimana di questa intensa edizione è ripresa, dopo la proiezione celebrativa dei cinquant’anni del film Shadows di John Cassateves, Giovedì 4 con un altro progetto presentato in esclusiva a Novara Jazz: Il pianista Umberto Petrin accompagnato dal Brera Consort ha proposto la sua raffinata interpretazione dell’opera del grande Jacques Brel

venerdi-5-giugno-luis-perdomo-trioTre giganti del jazz contemporaneo hanno quindi chiuso la serie dei concerti all’auditorium Cantelli: il trio di Luis Perdomo, pianista sublime accompagnato da un asse ritmico di livello assoluto, ha riletto la storia del jazz dal Venezuela a New York tra assoli fulminanti e un’intesa impressionante sul palco.

Gran finale quindi sabato sera, nonostante i temporali che come da tradizione hanno colpito il festival e costretto lo spostamento dei concerti sotto il tetto della Sala Borsa: davanti a un pubblico numerosissimo ed entusiasta, è salito sul palco il The Tempest Trio, ovvero l’ultimo progetto di Daniele D’Agaro, sassofonista dell’anno secondo il premio Top Jazz 2007 e 2008, insieme all’organo Hammond di Bruno Marini e la leggenda delle percussioni Han Bennink, per un concerto che ha emozionato e impressionato i presenti in sala.

Vero trionfo quindi per l’Hypnotic Brass Ensemble: al loro primo concerto italiano gli otto ragazzi di Chicago hanno messo in scena uno spettacolo unico in un crescendo che ha coinvolto la platea fino a portare tutti a ballare sotto il palco al ritmo dei fiati dei sette fratelli (e un batterista). Che hanno finalmente confermato anche al pubblico italiano di essere senza dubbio the livest thing in live music.

sabato-6-giugno-michael-robinsonNovità di quest’anno sono stati inoltre i dj set che tutti i venerdì e sabato del festival hanno animato le serate dopo i concerti nel parco sull’allea: La dance di Alessio Bertallot, Il jazz Blue Note di Nicola Conte,  L’elettronica di Noego, il soul d’autore Soulful Torino e dell’ospite unico e speciale Michael Robinson, direttamente dalle serate Dig Deeper di Brooklyn, hanno portato al festival sonorità a 360gradi e fatto ballare il pubblico e gli ospiti di Novara Jazz fino a tarda notte.

Han Bennink e Roberto Ottaviano hanno quindi salutato questa edizione con un’incredibile performance acustica nel parco di Villa Picchetta a Cameri, nel cuore del Parco del Ticino, seguita da un jazz brunch che ha chiuso la rassegna con un concerto improvvisato e inaspettato dell’Hypnotic Brass Ensemble nella splendida sala dell’ottagono all’interno della villa: è stata una grande edizione, vi aspettiamo nel 2010.

Da Novara Jazz 2008 al Premio PagineBianche D’Autore:
The Damaged Piano di Valerio Rocco Orlando

Quest’anno la copertina di Pagine Bianche in Lombardia sarà l’immagine dell’artista Valerio Rocco Orlando, vincitore  del concorso Pagine Bianche D’Autore con l’opera The Damaged Piano.

L’immagine, uno still frame da video che rappresenta i tasti di un piano colpiti da luci policrome, ha una genesi artistica lunga e complessa: la storia di questo lavoro inizia a Berlino, dove l’artista si è trovato alla ricerca di un pianoforte ormai abbandonato, seguendo la storia di Michael Nyman grazie anche alla collaborazione di Novara Jazz e del suo Direttore Artistico Corrado Beldì.

L’Artista racconta come sia sceso per una stretta scala a chiocciola nel laboratorio di Carsten Schulz, restauratore di pianoforti a Berlino, il luogo dove Nyman ha scoperto il pianoforte Niendorf, e le sue sonorità uniche e personali. Tolte alla polvere e restituite al suono, attraverso la creazione di una complessa struttura di luci, un’installazione di neon colorati nell’officina del Mitte per recuperare e restituire storie e significati di questo oggetto.

E il processo artistico si conclude a Novara Jazz, dove nell’edizione 2008 questo progetto è stato inizialmente presentato al pubblico all’interno dell’esposizione curata da Marco Tagliafierro, mentre lo stesso Michael Nyman portava sul palco di Piazza Duomo il pianoforte Niendorf: con le riprese di questa serata è nata la forma definitiva di “Niendorf (The Damaged Piano)”, una videoinstallazione a due canali, con il film in bianco e nero con il primo piano del musicista in concerto, e dall’altra i colori del video che ritrae il pianoforte.

Lo stesso ho video ha avuto in seguito importanti riconoscimenti: dopo una presentazione al Teatro Regio di Parma è stato successivamente esposto presso la Galleria Maze in occasione di Artissima 2008, fino a ricevere questo importante riconoscimento con il premio Pagine Bianche D’Autore.

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