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TIME IN JAZZ

 

XXII edizione: “Acqua”
Berchidda (Prov. Olbia-Tempio) e Comuni limitrofi
09>16 agosto 2009

con la direzione artistica di Paolo Fresu. paolo_fresu_07_milano2007


 

 Jan Garbarek, Gianluca Petrella, Eivind Aarset, Richard Galliano, Morgan, Angelique Kidjo. Sono alcuni dei protagonisti del prossimo festival Time in Jazz, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale in Sardegna. Nel consueto periodo di metà agosto, dal 9 al 16, la celebra la sua edizione numero ventidue. L’epicentro è come sempre a Berchidda, al confine fra Gallura e Logudoro (provincia Olbia-Tempio): nel paese natale di Paolo Fresu, trombettista di punta del jazz europeo, nonché ideatore e direttore artistico di Time in Jazz, pulsa infatti il cuore di questo evento culturale che da anni richiama migliaia di spettatori.

 

Musica in primo piano, ma non solo: sotto l’insegna del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, si riconosce come sempre un ricco apparato di performance, mostre ed eventi espositivi. Spazio poi per il cinema, con l’immancabile rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabidddu. E spazio anche per letture, incontri, momenti di riflessione, presentazioni di libri e dischi.

 

Un calendario fitto di appuntamenti, dal mattino a notte fonda, che trova il suo clou nei concerti serali in Piazza del Popolo, ma che ancora una volta coinvolgerà il territorio circostante. Tanti e differenti sono infatti i “teatri” che ospitano Time in Jazz, dai boschi del Monte Limbara alle chiese sparse nella campagna berchiddese e degli altri centri in cui il festival fa tappa: Calangianus, Luras, Monti, Olbia, Ozieri, Pattada, Tempio Pausania. E non solo: anche quest’estate Time in Jazz avrà infatti un prologo a bordo di una nave in viaggio dal “continente” verso la Sardegna (il 9 agosto) e poi un prolungamento  (il 17 e il 18) con la terza volta di Time in Sassari (che toccherà anche Osilo e Ittireddu).

 

 

·         TIME IN JAZZ XXII: ACQUA

Ogni edizione della kermesse berchiddese ruota intorno a un tema centrale: l’acqua è quello che caratterizzerà questa ventiduesima, inaugurando un ciclo quadriennale dedicato ai quattro elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco) e connotando Time in Jazz come festival in sintonia con l’ambiente. Una scelta tematica quasi d’obbligo: da sempre attento ai linguaggi della contemporaneità, ma con radici profonde nel suo territorio, Time in Jazz trova nella natura schietta e incontaminata dei luoghi che lo ospitano la sua cifra distintiva. Per una settimana, pubblico e artisti condividono l’emozione di ritrovarsi immersi in un’atmosfera irripetibile, densa di musica e arte ma anche di colori, profumi, sapori. “Pubblico e artisti che salutano insieme l’alba sulle balze del Limbara, quando il sole tinge di rosa il bianco granito del monte e i toni verdi della vegetazione, risvegliando nell’aria l’odore del mirto, del cisto e del timo selvatico”, come sottolinea Paolo Fresu. Musicisti e spettatori “che condividono l’emozione della musica nell’austera solitudine delle chiesette di campagna sperdute tra i cardi e le greggi, nel bianco abbagliante delle mattinate e nel giallo caldo dei tramonti. Che accompagnano le festose parate musicali nelle viuzze del paese, prima di gremire platea e tribune della piazza, teatro dei concerti serali e della festa finale che suggella ogni edizione del festival in un grande abbraccio collettivo”. E’ da queste suggestioni e insieme dalla consapevolezza di dover “riflettere sulle ferite inflitte al nostro pianeta dalla mano dell’uomo”, che Time in Jazz “vuole contribuire con un pensiero che sia in linea e in sintonia con il proprio ruolo di stimolatore culturale e laboratorio perenne”.

 

·         IL PROGRAMMA MUSICALE

L’acqua, dunque, come leitmotiv di questa ventiduesima edizione del festival (così come aria, terra e fuoco lo saranno delle prossime). L’acqua come punto di partenza di un nuovo “viaggio” di Time in Jazz: anche stavolta il festival si inaugura infatti domenica 9 agosto con la “concertazione navale” a bordo di una nave della Corsica Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna. Un evento che si ripete per il quarto anno consecutivo grazie alla collaborazione della compagnia di navigazione. Partenza dal porto laziale di Civitavecchia alle ore 14:15, arrivo previsto a Golfo Aranci alle 19:30. Protagonisti Les Ouiches Lorènes, “fanfara skafunkpunk” in arrivo dalla Francia, che ritroveremo poi nei giorni successivi a Berchidda, verso il tramonto, in  giro nelle strade del paese per le parate musicali che precedono i concerti serali; e poi sul palco di Piazza del Popolo per l’immancabile festa finale che la sera di Ferragosto accompagnerà il festival verso l’epilogo.

 

L’acqua come spunto e pretesto tematico per i tanti progetti originali che costelleranno il festival. A partire da quello che la mattina del 10 agosto si dipanerà in tre diverse tappe nella foresta demaniale del monte Limbara sud, cominciando all’alba (ore 5.45) con la banda musicale “Bernardo De Muro” di Berchidda per andare avanti in luoghi “acquatici”: con il pianista australiano Peter Waters (nomen omen) al laghetto Nunzia (ore 9) impegnato a improvvisare e a rivisitare la musica di Gabriel Fauré in “Au bord de l’eau”; e con Paolo Fresu e lo scrittore Gavino Ledda fra musiche e letture alla Fontana S’Eritteddhu (ore 11). O ancora, nel pomeriggio (ore 18), con il solo del trombonista Gianluca Petrella alla piscina comunale di Berchidda, prima che in serata (ore 21) siano le raffinate alchimie di suoni e suggestioni mediterranee della cantante algherese Franca Masu con il suo progetto “Aquamare” a incantare i Giardini della Casa di Riposo “Maria Bambina”.

 

Terra d’acqua e di suoni liquidi, la Scandinavia è ben rappresentata in questa edizione del festival. Autentico simbolo del jazz in arrivo dal nord, e tra i nomi più attesi a Berchidda, il sassofonista norvegese Jan Garbarek apre da protagonista assoluto la serie dei concerti serali sul palco “centrale” di Piazza del Popolo, martedì 11 (ore 21:30), alla testa del suo quartetto (con Rainer Brüninghaus al pianoforte, Yuri Daniel al contrabbasso e Trilok Gurtu  alle percussioni).

 

Dalla Norvegia approda la sera dopo (mercoledì 12) anche Eivind Aarset, ricercatissimo chitarrista (già apprezzato accanto a musicisti come Nils Petter Molvaer, Bill Laswell, Dhafer Youssef, Jon Hassell e lo stesso Paolo Fresu) atteso a Berchidda con il suo Sonic Codex Trio (con Audun Erlien al basso Wetle Holte alla batteria). Provengono invece dal versante svedese della Scandinavia il pianista Jan Lundgren e il contrabbassista Lars Danielsson, autori di un riuscitissimo progetto, “Magnum Mysterium”, che mescola il jazz con la musica sacra rinascimentale. Registrato su disco con il coro da camera di Gustaf Sjökvist nella cattedrale di Stoccolma, a Time in Jazz il lavoro verrà ripreso e riadattato con una formazione vocale tutta sarda, la polifonica “Santa Maria degli Angeli” diretta da Michele Cossu: il pomeriggio dell’11 (ore 18), nella magnifica basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, nella campagna di Ozieri.

 

Jan Lundgren, stavolta con Paolo Fresu e il fisarmonicista francese Richard Galliano, firma anche “Mare Nostrum”, felice incontro fra tre musicisti dalle personalità e dai percorsi artistici differenti, ma con tante cose in comune: sensibilità, eleganza, curiosità, attitudine per l’interplay, gusto per la melodia, tecnica e inventiva. Doti che si potranno apprezzare sul palco di piazza del Popolo nel secondo set della serata del 13. Nel primo, invece, riflettori puntati su “Anima/Amata/Mente”, nuova creazione del danz’autore Giorgio Rossi ispirata appunto all’acqua, con quattro danzatori in scena e le musiche originali dal vivo di Alessandro Gwis (pianoforte), Roberto Cecchetto (chitarra) e Michele Rabbia (percussioni).

 

“Molti sono i significati attribuiti all’acqua nella simbologia, nella cultura, nella religione e nelle rappresentazioni artistiche dell’uomo” sottolinea Fresu nelle sue note di presentazione del festival. “Acqua significa anche coscienza dell’uomo stesso e della casa che ci ospita. Ancora il mondo si divide in popoli che sprecano l’acqua e in popoli che muoiono di sete”. Succede in particolare in Africa, ed è appunto al Continente Nero che Time in Jazz dedica in questa edizione una serata intera, quella del 14 agosto, con due diverse formazioni. In apertura (ore 21:30) i Terakaft, un quartetto Tuareg a base di chitarre, voci, basso e batteria che mescola blues, rock ed elementi della tradizione del popolo nomade nordafricano. A seguire Angelique Kidjo, la cantante del Benin che ha saputo inglobare il retaggio musicale della sua terra con elementi funk, salsa, jazz, samba e ovviamente makossa, conquistando consensi oltre ogni confine, compresi quattro nomination ai Grammy.

 

La Cosmic Band di Gianluca Petrella e la Cosmik Connection del batterista Philippe Garcia e del sassofonisita Gaël Horellou: due progetti assonanti nel nome ma assai differenti per stile e riferimenti, competano il quadro dei concerti serali in piazza del Popolo, quest’anno presentati sul palco da Red Ronnie. Ideata per celebrare Sun Ra, la Cosmic Band  prende presto il passo e le sembianze del trombonista barese che la guida: con Gianluca Petrella (in chiusura di serata del 12), un organico di giovani musicisti con Beppe Scardino e Francesco Bigoni ai sassofoni, Mirko Rubegni alla tromba, Giovanni Guidi al pianoforte, Gabrio Baldacci alla chitarra, Alfonso Santimone al synth, Francesco Ponticelli al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni. Sul palco nella prima parte della serata di ferragosto, promette invece energia tra free jazz, drum’n’bass ed elettronica la Cosmik Connection, formazione precorritrice dell’elettrojazz in Francia alla fine degli anni Novanta.

 

Come sempre, molti dei protagonisti delle serate in piazza del Popolo saranno al centro anche dei concerti del mattino e pomeridiani in programma nelle chiese campestri intorno a Berchidda e alle altre località raggiunte dal festival. Ritroveremo dunque Jan Lundgren, stavolta in piano solo, a Tempio Pausania, alle Fonti di Rinaggiu la mattina del 13 agosto (ore 11) e come lui in solitudine anche Richard Galliano, l’indomani mattina (venerdì 14) a Calangianus, nella Chiesa delle Grazie; ritorna anche Lars Danielsson, ma in compagnia dell’olandese Tony Overwaters, per un inedito duo di contrabbassi di scena a Olbia, nella basilica di San Simplicio, il pomeriggio del 12 (ore 18). Altro abbinamento insolito: Eivind Aarset e Roberto Cecchetto incroceranno le corde delle loro chitarre venerdì 14 (ore 18) a Luras, nella Chiesa di San Nicola di Carana. Il giorno di ferragosto, all’indomani delle loro esibizioni, repliche anche per  Angelique Kidjo, alle 11 nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, e per i Terakaft, nel pomeriggio (alle 18) in quella di Santa Caterina. Spazio anche per Les Ouiches Lorènes, la mattina del 12 nella Cantina del Vermentino di Monti.

 

E poi ancora Paolo Fresu, in duo con Gianluca Petrella la mattina dell’11 nella Chiesa di San Giovanni a Pattada, e con il batterista Philippe Garcia il 16 pomeriggio (alle 18) al Rio Silvani. Letture e happening lungo i percorsi che portano ai concerti: protagonisti di volta in volta Sante Maurizi e Daniela Cossiga della compagnia “La Botte e il Cilindro” di Sassari, e a Pierpaolo Piludu e Giancarlo Biffi del gruppo teatrale cagliaritano “Cada Die”.

 

Il 13 agosto (ore 18) ritorna poi, ed è il quinto anno consecutivo, il concerto con cui Time in Jazz rende omaggio a Fabrizio De André: all’Agnata, nei giardini dello stazzo vicino a Tempio Pausania che il cantautore genovese scelse come uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti (oggi è un’apprezzatissima azienda rurale destinata al turismo di qualità), quest’anno tiene banco Morgan: voce e pianoforte per una  performance dai toni minimali e intimisti del cantante milanese, già artefice (quattro anni fa) di un remake integrale di uno degli album più noti di De André, “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.

 

Tra gli appuntamenti consueti di Time in Jazz, il concerto aperitivo che ogni anno propone dal vivo a Berchidda la più recente produzione discografica di gruppi e musicisti sardi; quest’estate è la volta del Sunflower Quartet, formazione cagliaritana al debutto su cd per l’etichetta S’Ardmusic: il 16 (intorno a mezzogiorno) al Museo del Vino.

 

E poi il jazz club, immancabile spazio della notte con dj set e con la musica dal vivo affidata come sempre al gruppo composto dai migliori allievi della passata edizione dei Seminari Jazz di Nuoro, l’iniziativa didattica che si tiene ogni estate nel capoluogo barbaricino. Inedite, invece, le serenate itineranti che ogni giorno, a orari diversi, avranno per protagoniste Le Capinere, duo vocale carlofortino.

 

  • P.A.V., il Progetto Arti Visive

Al tema dell’acqua si uniforma anche l’ampio cartellone di iniziative dedicate all’arte contemporanea che come sempre affianca la parte musicale del festival: performance, mostre ed eventi espositivi in luoghi e spazi differenti (spazi deputati o recuperati e prestati all’arte) raccolti sotto il marchio P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu.

 

Numerose le iniziative previste anche per questa edizione di Time in Jazz: dalla consueta rassegna dedicata alla sperimentazione contemporanea nazionale e internazionale a quella di opere video, dalla mostra dedicata alla web art all’operazione Lavori in corso – con installazioni, interventi, performance e progetti “site specific” allestiti nel paese e nel territorio circostante -, mentre sarà al solito incentrata sui giovani talenti emergenti la collettiva BabelFish.

 

Come d’abitudine, alcuni degli artisti che parteciperanno alle mostre saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con Arte tra le note, scenografie d’artista realizzate appositamente per i concerti serali del Festival. Visitabile in permanenza, inoltre, il progetto stabile Semida, il Museo di arte ambientale con le opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas, nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste Sardegna.

 

  • FILM E DOCUMENTARI

Intorno al tema dell’acqua ruota anche la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, in programma tutti i pomeriggi al Nuovo Cinema di Berchidda. Fra i titoli previsti, “One Water” di Alì Habashi un film globale, in giro per il mondo per cogliere i differenti rapporti tra gli uomini e l’acqua.

 

  • MUSICA, ARTE E SOSTENIBILITÀ

Festival all’insegna della creatività, Time in Jazz trova le sue radici nell’identità del territorio che lo accoglie. La volontà di rapportarsi ai luoghi e all’ambiente si è concretizzata da anni in progetti musicali e artistici originali, concepiti appositamente per il festival e per il suo territorio: i concerti sul Monte Limbara, nelle chiese campestri, le performance e i progetti d’arte contemporanea nel contesto della Foresta Demaniale nel territorio comunale di Berchidda. Questo stretto rapporto con la natura, intensificatosi particolarmente in questi ultimi anni, ha portato a un maggiore impegno in senso “ecologico” di Time in Jazz che ora, inaugurando questo ciclo dedicato ai quattro elementi – acqua, aria, terra e fuoco – mira a rafforzare la sua vocazione alla biosostenibilità.

 

I temi cardine dell’ambiente saranno, di volta in volta, i fili conduttori che legheranno tra loro i progetti artistici con i temi del risparmio energetico, dell’utilizzo delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti e del riciclo dei materiali, dell’abbattimento della CO2.

 

Da alcuni anni Time in Jazz ha dato vita a “Green Jazz”, un progetto di sensibilizzazione ambientale che in occasione della scorsa edizione del festival ha portato avanti alcune azioni in collaborazione con diversi partner. Azioni come “Clean Planet”, un intervento di azzeramento delle emissioni di CO2 prodotto durante la scorsa edizione del festival, ad opera del gruppo internazionale Asja.biz; una campagna sul risparmio energetico, a cura di Sardegna Sostenibile; “Green Pulse/Case dal cuore verde”, un’installazione visiva progettata e realizzata dal bioarchitetto Maria Paola Cau per l’edizione del 2007 del festival; “Green Jazz: le isole ecologiche”, una campagna per la raccolta differenziata condotta in collaborazione con il Comune e gli esercenti di Berchidda.

 

A partire da questa edizione numero ventidue, Time in Jazz intende rafforzare il suo impegno “ecologico” con una serie di interventi e segnali concreti all’interno del festival incentrati su alcune delle più attuali tematiche ambientali. Progetti come “Le isole ecologiche”, spazi dedicati alla raccolta differenziata, o come “Motori a strappo”, un’iniziativa di car-sharing che prende spunto da un’abitudine già in uso tra il pubblico di Time in Jazz che, durante la settimana del Festival, mette a disposizione, o cerca, mezzi di trasporto per raggiungere le numerose sedi dei concerti fuori paese; o, ancora, come i “Green Corner”, stand informativi dedicati ai partner e agli sponsor dei progetti “Green Jazz”, come Legambiente (l’associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio), Symbola (la fondazione per le qualità italiane votata a consolidare e diffondere il modello di sviluppo della soft economy), l’Ente Foreste della Sardegna.

 

Un’altra iniziativa concreta già in cantiere per questa estate è una raccolta fondi a sostegno del progetto contro l’emergenza idrica e ambientale in Angola portato avanti dal COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti), un’associazione impegnata da venticinque anni su fronti come i diritti umani, il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, la pace e la giustizia tra i popoli, e la “componente acqua”, appunto.

 

  • TIME IN SASSARI

Mandata in archivio a Berchidda l’edizione numero ventidue del festival, Time in Jazz pianterà anche quest’anno le tende per due giorni nella vicina Sassari. Il 17 e il 18 agosto va infatti in scena la terza edizione di Time in Sassari con un programma tutto all’insegna dei talenti e delle proposte del nuovo jazz internazionale.

 

Si parte con il duo al femminile formato dalla cantante Elisabetta Antonini e dall’arpista cagliaritana Marcella Carboni, di scena all’ex Ospedale Rizzeddu la mattina di lunedì 17 (ore 11.30). In serata, Time in Sassari fa base alla Fontana del Rosello, per un doppio set: si comincia alle 21:30 con un altro duo, quello del trombettista Luca Aquino e del sassofonista Raffaele Casarano; a seguire (ore 23) riflettori puntati sul quintetto francese della trombettista e violinista Airelle Besson e del sassofonista Sylvain Rifflet.

 

Martedì 18 appuntamento pomeridiano (ore 18) al Parco con un giovane talento sardo trapiantato a Parigi, il pianista Alberto Pibiri. La sera ritrova invece la più consueta sede della piazza del Palazzo Ducale per i due eventi forse di maggior richiamo. Sale per primo sul palco (ore 21:30) il gruppo del trombettista libanese (ma anche lui di casa nella capitale francese) Ibrahim Malouf. Chiusura con “L’eccezione e la regola”, una suite di danze composta da Bruno Tommaso e affidata all’esecuzione dell’Orchestra Jazz della Sardegna  e di cinque solisti isolani: l’arpista Marcella Carboni, la pianista Silvia Corda, i trombettisti Antonio Meloni e Giovanni Sanna Passino, e Graziano Solinas alla fisarmonica.

 

Due tappe “extra moenia” completano il cartellone: da Sassari trasferta alle Valle dei Mulini a Osilo, il pomeriggio del 17, per il gruppo formato dai migliori allievi dell’ultimo Seminario Jazz di Nuoro. L’indomani mattina (ore 11), appuntamento da non perdere invece a Ittireddu: alla chiesa di Santa Croce tiene banco il cantautore Gianmaria Testa con Paolo Fresu.

 

  • Il ventiduesimo festival Time in Jazz è organizzato con il sostegno di:

Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali, Assessorato al Turismo, Assessorato all’Ambiente), Fondazione Banco di Sardegna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), Unione Europea, Provincia di Olbia-Tempio, Comuni di Berchidda, Calangianus, Ittireddu, Luras, Monti, Olbia, Osilo, Ozieri, Pattada, Sassari, e Tempio Pausania,

  • e con il contributo e la collaborazione di:

Ente Foreste della Sardegna, Banco di Sardegna, Fondazione De André, Ente Musicale di Nuoro, Legambiente, Cospe, Symbola, 3A Arborea, Allianz Lloyd Adriatico, AutoOggi / Pincar, Cantina Sociale Giogantinu, Cantina del Vermentino di Monti, Dedicare, Distilleria Lucrezio R, FAB Autoservizi, GEASAR, La Fumosa, Meridiana, Musical Box, Nuova Casearia, Pensieri Floreali, Rau Arte Dolciaria, Sardinia Ferries, Smeraldina, Secauto, Su Senabrinu, Wi-Fi.

 

* * *

 

Associazione culturale TIME IN JAZZ

via Pietro Casu, 29/a – 07022 BERCHIDDA (Olbia-Tempio)

tel. 079 70 30 07 – fax 079 70 31 49

E-mail: info@timeinjazz.it

www.timeinjazz.it

 

Ufficio stampa:

RICCARDO SGUALDINI

te. 070 30 31 48

cell. 347 83 29 583

E-mail: x-press@fastwebnet.it

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